Dr. Tommaso Lupattelli Embolizzazione e fibroma uterino

Dr. Tommaso Lupattelli embolizzazione e fibroma uterino

Dr. Tommaso Lupattelli Embolizzazione e fibroma uterino

Il Dr. Tommaso Lupattelli è specialista in radiologia interventistica e chirurgia vascolare. Nel corso della sua esperienza ha curato diverse malattie tra cui il fibroma uterino con la tecnica dell’embolizzazione. Di recente, il Dr. Lupattelli ha anche rilasciato un’intervista sul tema della embolizzazione a Forbes Italia, l’edizione italiana della nota rivista americana.

Nell’intervista concessa a DossierDonna.com abbiamo trattato nello specifico l’embolizzazzione applicata al trattamento del fibroma uterino.

Il fibroma uterino è statisticamente il tumore benigno più comune dell’apparato genitale femminile.

Colpisce circa il 25% delle donne in età fertile. La sua crescita, infatti, è strettamente correlata alla secrezione ormonale ovarica e precisamente alla sua componente estrogena. Il Dr. Tommaso Lupattelli sottolinea però che più del 50% delle donne affette non evidenzia alcun disturbo.

I fibromi tendono a regredire spontaneamente o addirittura a scomparire dopo la menopausa, periodo in cui si verifica un drastico calo dei livelli degli estrogeni.

Dr. Tommaso Lupattelli, cos’è il fibroma uterino?

Il fibroma uterino è un nodulo di tessuto prevalentemente fibroso che ha origine dalle cellule muscolari lisce della parete uterina.

Il tumore può localizzarsi all’interno della cavità endometriale, nello spessore della sua parete muscolare (miometrio) o spingersi verso la superficie esterna.

Quando numerosi fibromi colpiscono l’utero si parla di fibromatosi. Le loro dimensioni possono variare da pochi millimetri fino ad una massa che occupa l’intero addome.

Dr. Tommaso Lupattelli, come si manifesta il fibroma uterino?

In molti casi il fibroma uterino non manifesta sintomi e perciò non richiede alcun intervento.

Qualora la dimensione del fibroma cresca, potrebbe comportare fenomeni di sanguinamento vaginale, mestruazioni abbondanti o cicli più frequenti (ipermenorrea)

Altro campanello dall’allarme per l’esperienza del dott. Tommaso Lupattelli è rappresentato dal senso gravativo all’addome o compressione su organi come la vescica e l’intestino. La donna può percepire un continuo senso di pesantezza al ventre, crampi, mal di schiena o ripetuti stimoli ad urinare soprattutto di notte.

Quali sono le cause del fibroma uterino?

L’origine del fibroma uterino è ancora incerta. Probabilmente, l’insorgenza dei fibromi uterini può essere collegata a fattori genetici e ormonali. 

A donne della stessa famiglia è stato riscontrato questo tumore.

La causa ormonale invece è stata accertata in quanto le donne dopo la menopausa, con conseguente calo degli estrogeni, evidenziano una diminuzione della dimensione dei fibromi, a meno che la donna non assuma una terapia ormonale sostitutiva.

Fattori meno probabili sono stati accertati essere un menarca precoce, l’ipertensione, l’appartenenza all’etnia africana e l’obesità.

Quanti tipi di fibromi esistono?

I fibromi possono essere di quattro tipi:

  • sottomucosi: si manifestano sotto all’endometrio, la mucosa che riveste la parte interna dell’utero, causando cicli abbondanti e prolungati con conseguente anemia da carenza di ferro;
  • intramurali: si manifestano sia all’interno della parete muscolare dell’utero, con possibile successivo affioramento al di sotto dell’endometrio, determinando cicli abbondanti sia nella parete posteriore dell’utero causando dolore nei rapporti sessuali e sintomi di compressione rettale;
  • sottosierosi: se si manifestano sia sulla superficie esterna dell’utero con possibili grandi dimensioni che sulla parete anteriore dell’utero possono comprimere vescica, se invece localizzati posteriormente possono comprimere il retto;
  • peduncolati: si manifestano a forma di batacchio di campana potendo causare un addome acuto che richiede un intervento chirurgico immediato.

Dr. Tommaso Lupattelli, come si cura il fibroma uterino con l’embolizzazione?

La tecnica consiste nell’introduzione di sostanze embolizzanti attraverso l’inserimento di un catetere sotto controllo radiologico in anestesia locale.

In sala angiografica, incannulata l’arteria femorale e successivamente l’arteria uterina, è possibile procedere ad embolizzazione selettiva dell’area vascolare peritumorale.

Solo in caso di grossi fibromi, è necessaria l’anestesia epidurale.

L’intervento dura circa un’ora.

Dr. Tommaso Lupattelli, quali sono i vantaggi dell’embolizzazione?

Il vantaggio principale di questa tecnica minimamente invasiva consiste nel salvare l’utero non compromettendo, quindi, la fertilità, contrariamente alla tecnica chirurgica che ne determina l’asportazione.

L’unico possibile effetto collaterale importante, ma raro, è rappresentato dall’allergia al mezzo di contrasto dopo l’intervento che si manifesta con dolori addominali. Questi possono essere resi sopportabili con una terapia a base di analgesici.

In conclusione, l’embolizzazione del fibroma uterino è considerata una delle più grandi rivoluzioni nella medicina moderna.

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dott. Tommaso Lupattelli Chirurgo a Milano