Acquaticità neonatale: crescere in acqua divertendosi

Acquaticità neonatale: crescere in acqua divertendosi

L’acquaticità neonatale è molto importante per lo sviluppo motorio, cognitivo e caratteriale dei bambini; non è da considerarsi uno sport, ma neppure solo un gioco.

E’ un’esperienza di vita e di crescita.

 

L’approccio dei bambini all’acqua: spontaneità

benefici a lungo termine dell’acquaticità infantile sono possibili per un motivo molto semplice: l’approccio spontaneo al contatto con il nuovo elemento.

Quando i bambini in tenerissima età entrano in contatto con l’acqua non sanno nuotare, ma non hanno nemmeno paura perché non hanno ancora vissuto quell’esperienza.

Il loro approccio è di totale curiosità.

Ed ecco che entrano in gioco le educatrici e gli istruttori; questi hanno il compito di tranquillizzare il bambino in questa nuova situazione, trasmettendogli calma e consapevolezza di ciò che stanno facendo.

E ancora, gioire e divertirsi con lui.

Assecondare, quindi, la naturale spontaneità senza forzare.

 

Il progetto Giochiamo in Acqua

Ogni anno, da ottobre a marzo, i bambini delle sezioni Grandi e Medi del Funny time possono aderire al progetto Giochiamo in acqua organizzato dall’Associazione Funny Time in collaborazione con la piscina comunale Gesti Sport di Bresso.

Il corso si svolge con cadenza settimanale per 12 lezioni complessive della durata di 45’ di cui 30’ di lezione in acqua ed ha i seguenti obiettivi:
–    Attività ludica,
–    Socializzazione tra i bambini,
–    Acquisizione della fiducia nelle proprie capacità,
–    Miglioramento delle capacità motorie,
–    Presa di coscienza del proprio schema corporeo,
–    Acquisizione di nuovi schemi motori in ambiente acquatico.

 

Le attività in acqua: il grande ruolo delle educatrici

Il giorno del Laboratorio di Acquaticità è vissuto un po’ come una gita; i bambini vengono trasportati dalle educatrici con auto attrezzate di seggiolini.

Arrivati in piscina, l’istruttrice li invita ad entrare in acqua, rispettando i tempi ed i ritmi di ciascuno senza forzarli, ma facendo in modo che si avvicinino spontaneamente.

L’attività si sviluppa in un’atmosfera ludica e divertente, in un clima disteso; per gli istruttori e le educatrici, immergersi insieme a loro è un modo per trasmettere sicurezza e complicità, condizioni necessarie per un buon approccio con l’acqua.

Attraverso il gioco, il bambino acquisisce consapevolezza di sé, sviluppa la coordinazione, esplora le proprie emozioni, concepisce la propria presenza in relazione a quella degli altri, ed arriva a sperimentare la propria autonomia.

In altre parole, diventa grande.

 

La piscina si anima

Percorsi giocosi, materiali galleggianti e non, sono alcuni strumenti attraverso i quali gli istruttori accompagnano il gruppo di bambini lungo il percorso di scoperta dell’acqua, ma i veri alleati per il successo dell’attività sono la grande fantasia, la curiosità e la passione per il gioco dei bambini stessi.  
Al ritorno al nido c’è entusiasmo e tanta voglia di incontrare gli amici rimasti lì per raccontare loro la bella esperienza.

Lavinia Giganti

Ti è piaciuto l’articolo?

Visita la Vetrina